
Santadi
Santadi è un paese a vocazione agricola, ma offre interessanti proposte anche nei settori dell’archeologia, dell’artigianato e delle tradizioni locali. La prima domenica di agosto, Santadi viene invasa da migliaia di persone per assistere all’antico cerimoniale (circa duemila anni) con gli sposi in costume tradizionale e le processioni delle rispettive famiglie, accompagnate dalle “traccas”, i tipici carri sardi addobbati a festa e trainati dai buoi. Dopo la Messa, c’è il rituale delle madri che impartiscono alla coppia la benedizione con due brocche d’acqua, grano, sale, monete e petali di rose.
Un quadro più completo di ciò che offre questa località del Sulcis-Iglesiente viene offerto dal Museo archeologico e dal Museo etnografico “Sa Domu Antiga” (significa “la casa antica”). Se capitate a Santadi, non mancate di visitare l’area archeologica di Pani Loriga, dove trovate la necropoli fenicio-punica con 150 tombe, poste accanto alla fortezza costruita dai Fenici nel VII secolo a.C. Oltre ai resti del nuraghe Diana e del villaggio nuragico, è possibile ammirare la tomba dei giganti di Barrancu Mannu.





