
Carbonia
La città di Carbonia non ha ancora un secolo di vita, in quanto fu costruita in epoca fascista: Benito Mussolini la inaugurò ufficialmente il 18 dicembre 1938. È il più importante esempio in Italia di centro minerario pianificato. L’economia del territorio ruotava attorno allo sfruttamento delle miniere di carbon fossile: oltre al sito di Serbarìu vanno citate quelle antecedenti di Nuraxi Figus, Seruci e Cortoghiana (in tutto davano lavoro a poco meno di quindicimila minatori). Le limitazioni comunitarie, alcuni decenni fa, hanno portato alla chiusura di questi siti: il carbone sardo presenterebbe un’elevata percentuale di composti a base di zolfo, giudicati altamente inquinanti.
Millenni orsono, questa zona fu occupata da nuclei nuragici e poi dai Fenici che, sul Monte Sirai, costruirono un insediamento nell’VIII secolo a.C., di cui sono visitabili i resti. Nello stesso sito potete ammirare una necropoli (interessante l’area adibita alla cremazione dei defunti) e un tophet (area sacra delimitata da un recinto). Consigliamo una visita al tempio della dea Astante. In un pilastro è scolpito il simbolo della dea Tanit capovolto, a rappresentare la discesa nel regno dei morti. Sul Monte Sirai trovate anche la grotta neolitica di Su Carroppu, sfruttata dalle popolazioni indigene già nel VI millennio a.C.





