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Da visitare nel territorio di Villanovaforru

Passando a Collinas, vale la pena di visitare la chiesa campestre dedicata a Santa Maria Angiargia, situata in un bosco al quale la credenza popolare ha dato significati magici. Il 7 settembre, a Collinas, la processione di Santa Maria Angiargia attraversa il paese e si conclude nella chiesa campestre dedicata alla Santa. Il simulacro viene accompagnato da fedeli e gruppi in costume locale.

A 300 metri dal Museo Naturalistico del Territorio, in territorio di Lunamatrona, è presente un complesso preistorico nel quale spicca la tomba dei giganti di Su Quaddu de Nixias. Lunamatrona vanta tre belle chiese: la parrocchiale di San Giovanni Battista (XVI secolo), la chiesa di Santa Maria (XIV) e la chiesetta di San Sebastiano. A giugno, in questa località della Marmilla, si riscoprono i giochi delle antiche tradizioni come la “badrunfa” (una trottola di legno che si fa girare con uno spago) e “su tirollasticu” (gare di tiro con la fionda).

La tomba dei giganti Sa Domu ‘e S’Orku, a Siddi, è una delle più importanti della Sardegna. È certamente uno dei più imponenti monumenti funerari dell’età nuragica. Nel Parco comunale Sa Fogaia è presente un bell’esempio di nuraghe a corridoio. In questo paese vale la pena di fermarsi alla chiesa di San Michele Arcangelo (XIII secolo) e alla parrocchiale della Maria Vergine (XVIII secolo). Nell’antica Casa Steri, nel centro storico di Siddi, trova ospitalità il Museo delle tradizioni alimentari della Sardegna. La Casa è una tipica costruzione “a corte”, secondo la tradizione del Campidano: oltre agli attrezzi del mondo agropastorale si possono ammirare oggetti, strumenti e ambienti che ci consentono di ripercorrere la storia di abitudini e tradizioni alimentari dell’Isola. Mostra la suddivisione degli ambienti (quelli abitativi e quelli adibiti al lavoro, per esempio alla trasformazione dei prodotti agropastorali o al ricovero degli animali) e delle “lolle”. Il Museo Ornitologico della Sardegna, invece, è un edificio dell’Ottocento ristrutturato nel secolo scorso. È possibile ammirare oltre 250 specie di volatili stanziali e migratori, e i principali mammiferi presenti in Sardegna.

A Gonnostramatza, infine, trovate il Museo delle incursioni barbaresche in Sardegna “Turcus e Morus” (I Turchi e i Mori), ospitato nel Monte Granatico. Modellini storici di torri costiere di avvistamento e costruzioni, velieri e soldati in miniatura, diorami e pannelli raccontano storie e personaggi.
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