
Ozieri
La città di Ozieri vanta un passato importantissimo, in quanto nell’Eneolitico sviluppò una civiltà piuttosto progredita (chiamata “Cultura di Ozieri”) che incise enormemente nelle popolazioni prenuragiche dell’Isola, sia nello sviluppo dell’arte funeraria (per esempio, le domus de janas), sia nell’agricoltura e nella pastorizia, come pure nella lavorazione dei metalli e della pietra. Nel Medioevo, invece, Ozieri (allora chiamata Othieri) passò sotto il controllo del Giudicato di Arborea e divenne il capoluogo della curatorìa di Monte Acuto.
Dopo un periodo di decadimento, Ozieri ritrovò la sua naturale collocazione politico-economica nel XVIII secolo. Dal 1803, anno in cui la diocesi si chiamava Bisarcio, è sede episcopale. La cattedrale di Sant’Antioco di Bisarcio è uno dei principali motivi di interesse di questa località. Fu costruita sulla sommità di una collina di origine vulcanica, sopra le rovine di un precedente edificio distrutto da un incendio, utilizzando diversi tipi di trachite scura. La cattedrale fu consacrata nel 1174. Di particolare interesse il portico a due piani che, secondo gli studiosi, sarebbe stato costruito nel XIII secolo. Di passaggio potrete ammirare la fonte Grixoni, fatta costruire nel 1882 da un nobile locale che volle regalarla ai concittadini. Sullo stesso sito esisteva sin dal 1594 una fontana che approvvigionava d’acqua il paese. Suggeriamo anche una visita al Museo Civico Archeologico, dove sono presenti le sezioni prenuragica, nuragica e storica, e una sala che espone monete dal periodo punico al Regno dei Savoia.
Ozieri è nota per alcune sue specialità gastronomiche, come i Suspirus (i “sospiri” sono dolci molto apprezzati) e un formaggio di latte di vacca che porta il nome della cittadina e può essere accompagnato dal pane di Ozieri, una gustosa spianata rotonda.





