
Quartu Sant'Elena
Quartu Sant’Elena è la terza città della Sardegna, per popolazione. Da una ventina d’anni ha perso in parte la tipologia urbanistica che la caratterizzava: oggi il centro storico conserva belle case campidanesi, in buona parte ristrutturate, ma la periferia si è estesa enormemente con palazzi e costruzioni moderne che hanno poco da dire ai visitatori. Meglio soffermarsi nel cuore di Quartu e visitare le chiese di San Pietro di Ponte, Sant’Efisio, Sant’Agata (XI secolo), Santa Maria di Cepola (XII secolo) e la parrocchia di Sant’Elena (XVI secolo). Oppure Sa Dom’e farra (“la casa del grano”), una casa-museo in tipico stile campidanese, dove sono raccolte numerose testimonianze del mondo contadino isolano, dal Settecento ai giorni nostri.
Per la festa di Sant’Elena Imperatrice (14 settembre), la più importante chiesa di Quartu Sant’Elena si riempie di devoti. La popolazione locale un tempo si rivolgeva alla Santa nella speranza di avere abbondanza nei campi. Oggi il simulacro sfila per le vie del paese su un cocchio, accompagnato da fedeli e gruppi folkloristici, ma lo spirito è più legato alla fede che alle attività lavorative. Tra le sagre spicca sicuramente Sciampitta che, da vent’anni, è un tradizionale appuntamento del folklore. Richiama un pubblico numeroso e gruppi di altre regioni d’Italia e stranieri. Quartu è nota anche per la creazione di spille, bottoni di pregio, anelli (la fede sarda è uno dei modelli più richiesti sul mercato) e bracciali. Sono molto apprezzati anche i lavori in filigrana.





