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La Sartiglia, dal 1200  a Oristano  si centra la stella
 

La Sartiglia, dal 1200 a Oristano si centra la stella

La Sartiglia di Oristano è uno degli eventi folklorici più importanti e attesi della Sardegna. Decine di migliaia di visitatori, ogni anno, si ritrovano nel capoluogo la domenica di Carnevale per assistere alla festa importata intorno al 1200 dagli Aragonesi.

Un’esibizione cavalleresca che un tempo era esclusivo appannaggio dei rappresentanti delle famiglie più importanti di Oristano e che, col passare dei secoli, è diventata festa popolare nel suo significato più nobile. Al punto che, nel XVI secolo, fu istituito il Gremio dei contadini con lo scopo di assicurare i fondi per l’organizzazione dell’evento. In seguito, il Gremio dei falegnami ebbe l’incarico di reperire i soldi per la Sartiglia del martedì di Carnevale.

I Gremi erano corporazioni artigiane, preposte al controllo della qualità e della quantità dei prodotti secondo precise norme. Il giorno della Candelora, come tradizione impone, viene designato “su Componidori”, vale a dire il capo-corsa, che verrà affiancato dai suoi due luogotenenti di fiducia: verrà vestito secondo l’antico rito “de Su Connottu”, con un cilindro in testa, il volto coperto da una maschera e abiti arricchiti da pizzi e merletti.

Lungo il percorso ricavato nelle vie del centro (per l’occasione ricoperte di terra battuta), la cavalcata in sella al suo destriero sino alla stella forata a sei punte, appesa a un filo: dovrà centrarla con il suo fioretto, con il cavallo in corsa (altri cavalieri usano una lunga asta di legno detta “su stoccu”). Dal numero di stelle centrate, secondo la tradizione, si trarranno auspici riguardo alla fertilità della terra e all’abbondanza dei raccolti.

Su Componidori sancisce l’inizio (la partenza viene data in piazza Mannu, nel punto in cui in epoca medievale sorgeva il Palazzo dei Giudici) e la fine della manifestazione equestre (l’arrivo è posto dinnanzi alla cattedrale di Santa Maria Assunta), benedicendo la folla con un mazzo di violette e pervinche chiamato “Sa Pippìa ‘e Maju”, una sorta di scettro floreale.

Su Componidori non può scendere da cavallo sino al termine della corsa. Dopo di lui, tutti i cavalieri iscritti alla Sartiglia si sfidano nella prova di abilità. Alla fine, la spettacolare corsa delle pariglie di cavalli, con acrobatiche prove di destrezza ed equilibrio tra due ali di folla festante. La manifestazione è arricchita dalla sfilata di donne e uomini in costumi medievali e tradizionali.


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