Cuore-mio e la madre che sfidò Dio

Cuore-mio e la madre che sfidò Dio

Nel Sulcis-Iglesiente si narra di Aspra, una donna che conosceva l’arte della magìa nera, che non volle sfidare Dio con le sue capacità sino a quando si ammalò gravemente suo figlio, Cuore-mio. Il bambino invocava incessantemente la presenza di cerbiatti, tortore, lepri e altri animali che ispiravano tenerezza. Dopo un paio di giorni la madre, pur di accontentarlo, lesse una formula magica e fece arrivare alla loro casa le più belle creature del bosco. Ma queste, intristite dal clima cupo della stanza del bambino, morirono pochi giorni dopo. Cuore-mio allora chiese di ricevere la visita di altri animali, e anche stavolta Aspra lo accontentò. Ma cerbiatti, tortore, pettirossi e lepri, dopo un paio di giorni, morirono tutti. La storia si ripeté svariate volte, sino a quando Cuore-mio morì.

La madre fu presa dalla disperazione: passava i giorni a piangere e, con le sue lacrime, impastava il pane da vendere nelle case vicine. Quelle lacrime amare, però, portavano morte e disperazione in tutte le famiglie che acquistavano il suo pane. E nessuno capiva perché. Aspra lavorava giorno e notte, ininterrottamente. Una sera si affacciò all’uscio della sua casa un giovane dal viso d’angelo, che le disse: “Vengo a nome del tuo bambino, che è triste: piange per colpa del tuo dolore. E tu, non contenta del male che hai già fatto a tante creature, continui a seminare il dolore con le tue lacrime amare”. Aspra capì soltanto allora ciò che aveva fatto. Disse al giovane dalla faccia d’angelo: “Vorrei fermare le mie lacrime, ma non posso. Se potessi, diventerei di pietra e mi caricherei sulle spalle tutto il dolore del mondo”. Il giovane si diresse verso la donna e le disse: “Se questa è la tua volontà, ti aiuterò”. Le sfiorò la fronte, con dolcezza, e la donna si sentì gelare il sangue. Poi si sentì come intrappolata in una prigione di pietra. Ma prima di morire fece in tempo a scorgere nel cielo il suo Cuore-mio che correva e giocava, felice, con altri bambini e gli animali del bosco. Poi divenne di pietra e la montagna crollò sopra la sua casa, seppellendola per sempre.