Le leggende degli altri territori

Sarcidano

San Simone: secondo un’antica leggenda, il villaggio di San Simone (a 10 chilometri da Escolca) tra l’VIII e l’XI secolo era abitato dai Saraceni (i Mori). Un’epidemia di peste decimò la popolazione e i pochi superstiti furono accolti soltanto nel vicino paese di Escolca. I Mori, per ringraziare dell’ospitalità, decisero di cedere le loro terre fertili agli escolchesi ma suscitarono l’invidia degli abitanti di Mandas, che non accettavano quella donazione. Per evitare uno scontro tra i due paesi, gli anziani stabilirono di affidarsi a una contesa non cruenta: prepararono un carretto al quale furono legati due buoi, uno di Escolca e l’altro di Mandas. Giunti al bivio di una strada di campagna, il bue di Escolca tirò più forte e indirizzò il carretto verso il suo paese di provenienza. Da allora, la popolazione di Escolca festeggia San Simone con grande devozione, in segno di ringraziamento.



Barbagie

Sa Domu de Orgìa: narra la leggenda che nel sito nuragico a pochi chilometri da Esterzili, nel tempio denominato Sa Domu de Orgìa (letteralmente significa “la casa della strega”), ci sia proprio una strega che custodisce un misterioso tesoro nascosto dentro un vaso. Chiunque osasse profanare il tempio per cercare il tesoro, dovrebbe fare i conti con lei e con una mosca assassina che riposa in un altro vaso.



Trexenta

Il telaio d’oro: si narra che nelle viscere del Monte Nuxi, che domina Siurgus Donigala, abitasse una jana, piccola ma laboriosa fata, dotata di una voce bellissima, armoniosa e talvolta struggente. Lavorava alacremente al suo telaio in oro massiccio, nella casetta costruita tra le rocce del monte. Nei giorni di vento, il suo canto si diffondeva per le vie dei paesi vicini e stimolava l’avidità dei loro abitanti, attratti dall’enorme valore del telaio. Una notte, un gruppo di persone decise di tentare il grande colpo: si avvicinò alla casa della jana e, approfittando del suo riposo, calò delle funi per issare il telaio. Ma l’imboccatura del passaggio tra le rocce era troppo piccola, così ogni sforzo risultò vano. Al punto che, dopo l’ennesimo e inutile tentativo, le corde si spezzarono e il telaio precipitò nel cuore del Monte Nuxi. Da quel giorno, non si è più sentito il canto della jana: qualcuno pensa che sia morta dal dolore e si sia tramutata in pietra.