
I canti a tenore, dall'Unesco un premio ai pastori
Il 2005 sarà ricordato come un anno importantissimo per il patrimonio culturale della Sardegna, grazie al prestigioso riconoscimento che l’Unesco ha attribuito al “canto a tenore”. Si tratta di cori che appartengono alle più antiche tradizioni del mondo pastorale sardo, in particolare della parte centrale dell’Isola, e che una commissione dell’Unesco ha deciso di salvaguardare: alla stregua del Kabuki, il teatro tradizionale giapponese, e delle più belle forme di espressione artistiche mondiali. “Masterpieces of the Oral and Intangibile Heritages of Umanity”, era scritto nella motivazione del riconoscimento rilasciato a Parigi: “Capolavori del patrimonio orale e intangibile dell’Umanità”. Hanno visto bene i tanti, illustri cantanti e musicisti del panorama internazionale che, da tempo, mostrano interesse e vivo apprezzamento per il “canto a tenore”: Peter Gabriel, Frank Zappa, Ornette Coleman e Lester Bowie sono alcuni dei nomi più conosciuti di coloro che hanno promosso questa specialità e addirittura avviato una sperimentazione. I cori di Bitti, Neoneli e Oniferi sono stati tra i principali ambasciatori nel mondo di questa forma musicale arcaica e suggestiva, che Engedras è ben lieta di proporre in alcune sue esperienze legate alla cultura della Sardegna.







