I riti a Cagliari per accompagnare Cristo alla croce
Cagliari ha una grande tradizione per quanto riguarda la Settimana Santa, che è legata non solo all’importantissimo evento religioso in sé, ma anche al cosiddetto rito dei Sette Misteri che avviene due giorni dopo la domenica delle Palme.
Il Martedì di Passione, l’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso (che ha sede nella parrocchia di San Giacomo e fu istituita nel 1616) organizza una processione, nel corso della quale si accompagnano sette simulacri lignei, con i quali lo scultore seicentesco Giuseppe Antonio Lonis volle rappresentare sette tappe della passione di Cristo. Partendo dall’Oratorio del Santissimo Crocifisso, i simulacri vengono portati a spalle in sette chiese del centro storico. Dal 2005, dopo ben 40 anni, si ripropone la processione dei Misteri della Passione di Cristo, promossa dalla chiesa di San Michele (quartiere di Stampace): risale agli inizi del Settecento.
La sera del Giovedì Santo i fedeli visitano le chiese dove viene allestito il Sepolcro: particolarmente seguita la processione organizzata dall’Arciconfraternita del Gonfalone (istituita nel 1794, ha sede nel quartiere di Stampace) che tocca sette chiese del centro storico. Molto partecipata l’esibizione dei cori di entrambe le Arciconfraternite del quartiere di Villanova, che accompagnano separatamente le rispettive processioni.
I cantori dell’Arciconfraternita della Solitudine (fa capo alla chiesa di San Giovanni e fu istituita nel 1603) intonano cori a quattro voci, secondo una tradizione che si tramanda di padre in figlio: il Venerdì Santo i confratelli indossano tuniche e cappucci bianchi, mentre le donne sono vestite di nero e si coprono il volto con un velo nero una volta giunte nelle vicinanze della Cattedrale.
Accompagnati dall’incessante rullo del tamburo, affidano il Cristo in croce al sacrestano della Cattedrale e riportano alla chiesa di San Giovanni il simulacro della Madonna. Il Cristo viene deposto dalla croce il Sabato Santo e, viene ricondotto su una lettiga alla chiesa di Villanova. Più articolati i preparativi dell’Arciconfraternita del Santissimo Crocifisso.
Il martedì c’è la vestizione della Madonna Addolorata, mentre il Venerdì Santo c’è la consueta processione da Villanova alla chiesa di San Lucifero (qualche ora dopo la processione dell’Arciconfraternita della Solitudine): aprono le donne vestite di nero e con il capo coperto da un velo sfumato di bianco. In mano portano una candela e il rosario. Struggenti i canti intonati dagli uomini, come da tradizione.
Il venerdì, di sera tardi, parte la processione del Cristo Morto dalla chiesa di Sant’Efisio, organizzata dall’Arciconfraternita del Gonfalone.
Su Scravamentu (cioè la deposizione del Cristo dalla croce) è previsto per il Sabato Santo, quando il corpo di Gesù viene riportato a San Giacomo. La mattina della domenica di Pasqua, a Villanova, si può assistere ad uno dei momenti più suggestivi e ricchi di significato religioso: S’Incontru tra il Cristo Risorto e la Vergine Madre che provengono da parti opposte. Subito dopo, nella chiesa di San Giacomo, viene celebrata la Santa Messa (analogo appuntamento anche nelle vie di Marina e Stampace).
Se vi capita di passare per il quartiere di Villanova, vi suggeriamo di visitare le due chiese anche per ammirare gli antichi organi a canne: quello costruito da Giuseppe Lazzari nel 1757 (chiesa di San Giovanni) e l’organo consegnato da Carlo Mancini alla parrocchia di San Giacomo, nel 1769.







