
Nelle zone di montagna si produce il Caprino piccante
Nel Gerrei e nel confinante Sarrabus è diffuso l’allevamento di capre, animali che ben si adattano al difficile ambiente montano. Il loro latte viene impiegato per la produzione di formaggi con caratteristiche diverse da quelli ovini. La preparazione del Caprino per eccellenza ricalca quella del Fiore Sardo, anche nella forma e nelle misure.
Il Caprino può essere a pasta cruda o semicotto. Il primo, come si può intuire, prevede l’impiego di latte intero crudo, ha una forma cilindrica (ma spesso presenta la “schiena di mulo”), la pasta bianca dal sapore piccante, la crosta dura e gialla, e può essere consumato a tavola oppure grattugiato sui primi piatti.
Il Caprino semicotto, invece, prevede il trattamento termico del latte, ha una forma cilindrica, la crosta di colore giallo paglierino (che diventa sempre più scura, con la progressiva stagionatura), la pasta bianca che tende a ingiallire ma dal gusto meno aromatico rispetto al formaggio a pasta cruda. Per entrambi, la stagionatura varia dai 3 ai 12 mesi. Il Caprino semicotto viene prodotto anche nelle zone di Tertenìa e Siniscola.






