
Il nome di Tathari comparve nel 1131 in un registro curiale
Come spesso accade in Sardegna, la prima volta in cui il nome di Sassari è comparso in un documento ufficiale è stato in un registro curiale: in un atto del 1131, trovato nell’antico monastero di San Pietro di Silki, si parlava di “Jordi de Sassaro”. Alla chiesa dedicata a “Sancti Nicolai de Tathari”, invece, si fa riferimento in un altro documento datato 1135: già, Tathari, come la chiamano ancora oggi i sassaresi veraci nel loro dialetto (la matrice logudorese è stata in parte adattata).
Il territorio, ovviamente, mostra evidenti tracce del passaggio dell’uomo riconducibili addirittura a quattromila anni fa: l’altare sacro di Monte d’Accoddi ne è una delle più grandiose testimonianze. Sassari iniziò a formarsi quando le popolazioni delle zone costiere del nord Sardegna, intimorite dalle incursioni barbaresche, decisero di ritirarsi nell’entroterra e si concentrarono in un villaggio che, col passare dei secoli, andò crescendo. Raggiunta una rispettabile dimensione, anche le superpotenze di allora (le Repubbliche marinare di Pisa e Genova) guardarono a Sassari con una certa attenzione, per garantirsi l’espansione commerciale.
Agli inizi del XIII secolo, il Giudice di Torres, Mariano, decise di trascorrere buona parte dell’anno nella dimora fatta costruire a Sassari e promosse gli scambi con Genova. Ma il giro d’affari continuò ad aumentare e, con esso, le mire di commercianti e politici. Si innescò così una spirale di giochi di potere che condussero persino a efferati episodi di violenza come, per citare uno degli esempi più noti, l’omicidio del giovane Barisone, Giudice di Torres, succeduto in tenera età al padre Mariano.
Nella seconda metà del XIII secolo, Sassari divenne un protettorato di Pisa, ma questa dovette cedere la città ai Genovesi nel 1288, in seguito alla sconfitta rimediata nel corso di una battaglia navale. Sei anni più tardi, una rappresentanza della popolazione sassarese si recò a Genova per costituirsi in un libero (si fa per dire) Comune, pur garantendo un’alleanza con quella Repubblica.








