
Spagnoli e Savoia, gli ultimi atti delle dominazioni
Nel 1326 fu la volta degli Aragonesi, che scelsero proprio il quartiere di Castello quale sede amministrativa e commerciale: al calar della sera, come già avveniva ai tempi della dominazione pisana, i cagliaritani dovevano abbandonare la roccaforte presidiata dalle milizie iberiche. La popolazione locale abitava nei vicini quartieri di Marina, Stampace e Villanova.
Bisogna fare un salto sino al 1708 per arrivare alla dominazione degli Austriaci che, dieci anni dopo, cedettero la città a Vittorio Amedeo II di Savoia: anche loro scelsero quale sede di rappresentanza il Palazzo Viceregio (XIV secolo), che da molti anni ospita gli uffici della Prefettura di Cagliari.
Il 1793 è stato per Cagliari, e per tutta la Sardegna, un importante momento di maturazione dello spartiacque tra l’assolutismo dell’ancien régime e il liberalismo dell’Ottocento. Quell’anno, infatti, la potente flotta francese fu respinta nella costa cagliaritana, grazie ad una serie di favorevoli eventi e al coinvolgimento delle milizie composte dagli abitanti dei paesi rurali, sollecitati a dovere dai nobili e dalla Chiesa: fu allora che gli Stamenti, cioè i tre bracci del Parlamento del Regno di Sardegna (formati rispettivamente dai rappresentanti di clero, feudatari e città regie (vale a dire Cagliari, Sassari, Oristano, Bosa, Alghero, Castelsardo, Iglesias), avanzarono ai Savoia una serie di rivendicazioni condensate, reclamando una migliore considerazione per le antiche prerogative del Regno di Sardegna da parte della monarchia sabauda.
La tiepida risposta del governo sabaudo fu il detonatore di una rivolta storica, oggi ricordata dalla manifestazione “Sa Die de sa Sardigna”: nel 1794, i funzionari piemontesi presenti nel capoluogo furono cacciati a furor di popolo, che ne chiese la sostituzione. Ma non tutto andò secondo le speranze dei ribelli.
Nel 1847, infine, ci fu la cosiddetta “fusione perfetta” con il Piemonte: si ebbe così l’unione di leggi ed ordinamenti tra i territori insulari (Sardegna) e continentali (Piemonte) già appartenenti al Regno di Sardegna.





