Da visitare nel territorio di Santadi
Alle falde del Monte Meana, non molto distante dal paese, le grotte di Is Zuddas costituiscono uno dei poli di attrazione turistica del territorio. Sono ben visibili stalattiti, aragoniti e tracce di fossili. Di grande suggestione è la “Sala del teatro”, somigliante a un anfiteatro naturale scavato nella roccia dall’acqua nel corso di milioni di anni. Nelle campagne attorno a Santadi c’è anche la grotta di Su Benatzu, che alcuni millenni orsono era utilizzata come luogo di culto. Più adatte agli esperti di speleologia risultano le grotte della Capra e del Campanaccio.Suggeriamo di visitare le foreste di San Pantaleo e del Monte Is Caravius-Arcu S’Olioni: nella riserva de Is Cannoneris è possibile osservare il cervo sardo.
Spostandosi di poche decine di chilometri, ci sono alcune località interessanti. Intanto la necropoli ipogeica di Montessu (Villaperuccio), in località Sa Pranedda: in alcune delle quaranta tombe preistoriche scavate nella roccia (tra il IV e il II millennio a.C.) è possibile ammirare i dipinti e le protomi taurine che ornano le pareti, i motivi decorativi e un profilo della dea Madre.
A Nuxis, in località Tattinu, ci sono un pozzo nuragico (costruito in un’area destinata al culto delle acque) e la chiesa campestre di Sant’Elia (IX secolo d.C.): alcune sue parti furono restaurate secondo i dettami dello stile romanico.
Giba è rinomata per la produzione artigianale di coperte, copriletto, copricassa e cuscini, secondo l’antica e fantasiosa tradizione isolana.
