Da visitare nel territorio di Ghilarza
Molto ricco il territorio circostante. Nel complesso nuragico di Santa Cristina (Paulilatino) è presente l’omonimo nuraghe monotorre, con un piccolo corridoio che introduce ad una camera circolare alla quale sono collegati tre ambienti. La sommità del tholos si raggiunge con una scala posta all’esterno della struttura. Attorno al nuraghe e al pozzo sacro (uno dei più visitati della Sardegna) ci sono i resti di numerose capanne, tra cui quella delle riunioni, con una fila di sedili in pietra dove sedevano i capi tribù e i sacerdoti che giungevano da tutto il territorio.
Il nome del nuraghe Lugherras, presente sempre nel territorio di Paulilàtino, deriva dalle lucerne trovate dagli archeologi durante gli scavi che portarono alla luce la torre centrale. Attorno al nuraghe si possono vedere i resti del villaggio nuragico e di un pozzo sacro.
Il villaggio medievale di Zuri fu abbandonato nella prima metà dello scorso secolo, quando fu realizzato il lago artificiale dell’Omodeo. La popolazione dovette trasferirsi in una zona più a monte e, per salvare la bella chiesa di San Pietro, si decise di smontarla e ricostruirla pezzo per pezzo. La parrocchiale, come spiega l’epigrafe posta all’interno, risale al 1291, cioè fu costruita in piena età giudicale sfruttando la trachite rossa estratta dalle cave di Bidonì.
Anche il villaggio di San Serafino ricade nel territorio di Ghilarza. Fu costruito di fronte alla parte terminale del lago Omodeo e si anima in occasione di alcune feste, tra cui quelle di San Serafino e di San Raffaele, che richiamano centinaia di persone da tutto il territorio oltre ai proprietari delle case che circondano la bella chiesa in trachite.