Da visitare nel territorio di Sorgono
Non molto distante da questo paese c’è Atzara, dove potete visitare la chiesa di Sant’Antioco (XV secolo) in stile gotico-aragonese. Al centro della facciata spicca un rosone in trachite. Il centro storico presenta ancora oggi case antiche che mostrano lo stile di vita e gli arredi dell’Ottocento. Alcune di esse risalgono addirittura al periodo della dominazione aragonese, i cui segni sono visibili anche nelle chiese. Il Museo d’Arte moderna e contemporanea “Antonio Ortiz Echagüe” custodisce quadri di pittori sardi e spagnoli e una mostra fotografica che illustra il paese agli inizi del Novecento. Ad Atzara si conserva l’antica tradizione della produzione artigianale di tappeti di lana e cotone dai colori molto forti, realizzati con la tecnica “a pibiones”, e anche di coperte di lana grezza.Pur dovendo percorrere una strada con numerose curve (ma accompagnati da uno spettacolo scenografico davvero suggestivo, grazie ai fitti boschi di querce, lecci e roverelle), suggeriamo di spingervi sino al villaggio nuragico di S’Urbale, nel territorio di Teti. È composto da oltre cinquanta capanne, costruite nella valle del fiume Taloro. In un’altra località è possibile visitare il villaggio di Abini, un agglomerato di capanne circolari dotate di recinti per le riunioni e il pozzo sacro. Nel Museo Archeologico di Teti sono in mostra i materiali rinvenuti dagli studiosi e ricercatori in tutto il territorio della Comunità montana Barbagia-Mandrolisai. In particolar modo custodisce gli oggetti trovati nei villaggi nuragici di S’Urbale e di Abini, come reperti di bronzo, vasi di ceramica, armi e oggetti per la lavorazione del pellame. Interessante la ricostruzione di una capanna nuragica, sulla falsariga di quelle che è possibile visitare a S’Urbale.


