
Sardara
È un paese del Campidano noto per le sue terme (due impianti moderni e una tradizione che affonda le radici al periodo in cui i Romani controllavano tutto il territorio) ma ci sono altri, validi motivi per visitarlo. Sardara offre interessanti spunti culturali, a cominciare dai resti archeologici presenti sia all’interno del paese che nel circondario. Per esempio il santuario nuragico di Santa Anastasia, in cui potete ammirare un tempio a pozzo del IX-VIII secolo a.C.: è possibile abbinarvi la visita al Civico Museo archeologico “Villa Abbas” e un sopralluogo al santuario nuragico di Santa Anastasia, nel centro del paese.
Come detto, questa località è rinomata per le acque ipertermali di Santa Maria Acquas, all’ingresso del centro abitato. Interessanti anche le chiese di San Gregorio (XIV secolo d.C.) e della Beata Vergine Assunta (VXII secolo), oltre alla Funtana de is Dolus che, secoli orsono, veniva usata per stabilire l’innocenza o la colpevolezza di qualcuno. Girando per le strade più antiche potrete ammirare dei begli esempi di case campidanesi. Suggeriamo di seguire gli eventi organizzati in occasione di Santa Anastasia, la festa principale di Sardara: è legata all’antico culto dell’acqua e si celebra a novembre. Gli artigiani di Sardara sono apprezzati per i tappeti con la tecnica “a pibìonis” e per le coperte di lana, cotone o lino.
La necropoli di Terra de Cresia, nel territorio di Sardara, mostra i resti di un centinaio di tombe nelle quali sono stati trovati numerosi reperti di epoca romana. A pochi chilometri da Sardara è possibile visitare ciò che resta del castello di Monreale (sette torri, il mastio e la cinta muraria) e del villaggio medievale.





