Mamoiada
Mamoiada è uno dei paesi più conosciuti delle Barbagie. Numerosi gli allevamenti di ovini e bovini, ma anche i terreni coltivati a vite (quasi esclusivamente della qualità Cannonau). Reso celebre dai Mamuthones e dagli Issokadores, i figuranti della tradizione locale che animano il periodo di carnevale con le loro splendide maschere in legno (l’abilità nella lavorazione, da parte degli artigiani locali, si vede anche nella produzione di cassapanche sarde intagliate e altri oggetti di legno), questo paese propone l’imperdibile Museo delle Maschere mediterranee, dove è possibile ammirare maschere tradizionali provenienti da tutto il bacino del Mar Mediterraneo.
Altro motivo d’interesse sono i murales, attrattiva comune ad altri paesi barbaricini. Di grande richiamo la festa di Sant’Antonio abate: la sera del 16 gennaio, in vari punti del paese, si accendono grandi fuochi (“sa tuva”, in dialetto locale) con enormi ceppi, che restano accesi sino all’alba del 18 gennaio. Ogni fuoco è gestito dalla popolazione del rione, che offre ai visitatori ottimo vino, dolci, formaggio e pane tipici. Si canta e si balla sino alle prime luci del mattino, in grande allegria. Per questa ricorrenza è prevista anche la prima uscita ufficiale dell’anno di Mamuthones e Issokadores, che fanno tappa in tutti i fuochi.
Interessante la chiesa di Nostra Signora di Loreto, di periodo tardo medievale; vicino a Mamoiada si trova invece il santuario dei Santi Cosma e Damiano, forse il più antico delle Barbagie (VII secolo d.C.). Sulle pareti interne è possibile ammirare 14 formelle in ceramica smaltata, che rappresentano le stazioni della “Via Crucis”: furono realizzate in Spagna, nella seconda metà del Settecento. All’esterno, le cumbessias che ospitano da secoli i pellegrini, i quali si recano al santuario soprattutto in estate: a fine settembre si tengono i festeggiamenti in onore dei due Santi.







