Panieri, canestri e "is fassonis" dalle piante di palude

Panieri, canestri  e

Giunco, vimini, palma nana, asfodelo, rafia, paglia di grano. Non si può dire che in Sardegna sia mancata la materia prima per fare dell’intreccio un’autentica arte, prevalentemente riservata ad abili mani femminili. Tante piante palustri si prestano a questa lavorazione: le tecniche e gli ornamenti variano a seconda dell’area geografica. La regione del Sinis è ricchissima di lagune, quindi la materia prima è di ottima qualità. 

Cabras è il paese più importante della penisola del Sinis, e ha conservato l’antica tradizione della lavorazione di piante palustri per la creazione di cestini, panieri e canestri di varie dimensioni, con o senza coperchio. Questi contenitori venivano impiegati per conservare o trasportare alimenti (pane, dolci, frutta) e oggetti (per esempio gomitoli di lana, aghi, spilli, filo, eccetera). Anche i setacci per la farina erano realizzati con questo materiale.

Una produzione più specifica riguarda i cesti per pesci e crostacei, realizzati nelle zone più ricche di lagune, come Cabras. E ancora più specialistica è la produzione dei “fassonis”, le tipiche imbarcazioni costruite con intrecci di giunchi di palude (“feu” o “tifa”), impiegate dai pescatori di Cabras (e da quelli di Santa Giusta, nell’Arborea): sono particolarmente adatte per navigare nelle acque basse e ricche di piante acquatiche. Analoghe imbarcazioni sono raffigurate in molti reperti dell’antico Egitto e della Mesopotamia.