
Il tributo di Ghilarza ad Antonio Gramsci, suo figlio adottivo
La casa in cui Antonio Gramsci visse con la sua famiglia a Ghilarza è stata trasformata in un museo, dove sono conservati gli oggetti a lui appartenuti e una biblioteca completa delle sue opere. Gramsci (1891-1937) nacque ad Ales (allora provincia di Cagliari, oggi questo paese è compreso nella provincia di Oristano).
Giornalista, scrittore e filosofo con una grande passione per la politica che, nel 1921, lo spinse a partecipare alla costituzione del Partito comunista d'Italia, Sezione della Terza Internazionale. Opposto alla dittatura fascista, Gramsci fu arrestato e detenuto in isolamento, prima di essere inviato al confino ad Ustica.
La carcerazione minò la sua salute, al punto che nel 1933 fu costituito a Parigi un “Comitato per la liberazione di Gramsci”, per sensibilizzare l'opinione pubblica internazionale al suo caso. Lui si rifiutò di presentare la domanda di grazia.
Gramsci riacquistò la libertà soltanto nell’aprile del 1937. Avrebbe voluto tornare nella sua Sardegna, ma un’emorragia cerebrale gli fu fatale: si spense nella capitale all’alba del 27 aprile. Le ceneri di Gramsci sono custodite nel cimitero degli Inglesi, a Roma.
Anche il paese di Ales lo ricorda: le amministrazioni regionale e comunale hanno valorizzato la casa in cui nacque, destinandone l'uso sin dagli anni Ottanta a scopi sociali e culturali. Il Comune ha dedicato a Gramsci anche una piazza, progettata dall'illustre architetto Giò Pomodoro.







