
Oristano, i palazzi e la statua della Giudicessa in piazza Eleonora
I palazzi in stile neoclassico e la statua dedicata alla celebre Giudicessa caratterizzano la piazza Eleonora d’Arborea, cuore pulsante di Oristano. La statua fu realizzata nel 1875 dallo scultore fiorentino Ulisse Cambi, su commissione delle donne della nobiltà oristanese, che firmarono entusiasticamente una libera sottoscrizione e vollero quel monumento quale esempio di illuminata amministrazione pubblica.
Nella mano sinistra, la Giudicessa impugna una pergamena arrotolata: rappresenta la Carta de Logu, l'importante documento giuridico da lei promulgato nel 1392. Tra i punti che probabilmente indussero le nobili oristanesi a finanziare la realizzazione del monumento (che fu collocato sulla base in marmo nel 1881), quelli riguardanti la condizione femminile dell'epoca e sempre di grande attualità.
Tra i palazzi che si affacciano in piazza Eleonora d'Arborea ricordiamo il Palazzo Comunale (nel XVII secolo era il convento degli Scolopi, al suo interno c'è la chiesa sconsacrata di San Vincenzo, dell'Ottocento, che è adibita ad aula consiliare), il Palazzo Mameli (XVIII secolo) con i suoi pregevoli balconi in ferro battuto, il Palazzo Corrias e l’edificio dell’Archivio storico.
Nel vicino corso Umberto spiccano alcuni edifici: Palazzo Siviero, costruito alla fine del XVIII secolo (vi abitò il marchese Mariano Nurra d'Arcais, mostra graziosi balconi in ferro battuto che bene si armonizzano nella facciata color vinaccia restaurata da pochi anni), Palazzo Falchi, edificato negli anni Venti, e Palazzo Carta.
A Donigala Fenughedu (Arborea), piccolo centro a pochi chilometri da Oristano, il monumentale portale di Vitu Sotto ricorda l’architettura e lo stile in voga durante il periodo sabaudo.








