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Centinaia di chiese   sparse nel territorio   del Sulcis-Iglesiente
 

Centinaia di chiese sparse nel territorio del Sulcis-Iglesiente

All’influenza della dominazione aragonese (sino alla metà del XV secolo) si deve lo stile della costruzione originale della chiesa di San Giorgio, a Siliqua. Dell’originale impianto gotico-catalano, la parrocchiale conserva alcune parti, tra cui quattro cappelle.

Tratalìas conserva una delle più belle cattedrali della Sardegna: è la chiesa romanico-pisana dedicata a Santa Maria di Monserrato, costruita con blocchi di trachite chiara all’inizio del XIII secolo d.C. (i lavori iniziarono nel 1213). Fu sede vescovile della Diocesi di Sulci e svolse questa funzione dal 1218 al 1503. Tutt’attorno sorgeva un borgo medievale (vedi Città scomparse), che è stato restaurato di recente e merita una visita.

La basilica dedicata a Sant’Antioco è una delle perle dell’omonima cittadina (il martire sulcitano ha dato il nome anche all’isola, attaccata alla Sardegna da un istmo di terra). I primi documenti che si riferiscono al santuario portano la data del 1089, ma alcune sue parti (come i frammenti di lastre marmoree importati da Roma e da Ostia) risalgono al III secolo d.C.

Risale agli inizi del Trecento la fabbrica originaria della chiesa di San Ranieri (Villamassargia) che, durante la dominazione spagnola, fu dedicata a Nostra Signora del Pilar. L’epigrafe posta nella facciata indica una data, il 1318, anno in cui furono effettuati lavori di restauro con chiara impronta tardoromanica. Alla fine del XVI secolo furono fatti importanti interventi di restauro, come si evince dalla navata in stile tardogotico. Molto interessante anche la parrocchiale di Santa Maria della Neve, innalzata agli inizi del XIII secolo e successivamente modificata.

A Villacidro meritano attenzione la chiesa di Santa Barbara (della costruzione eretta nel XVI secolo restano il campanile e la cappella maggiore) e quella campestre di San Sisinnio (XVII secolo).

A Nora (Pula), vicino all’importante sito archeologico, c’è l’antica chiesetta di Sant’Efisio, edificata nel Capo di Pula e donata ai monaci vittorini di Marsiglia dal Giudice di Cagliari nel 1089. Consacrata nell’XI secolo d.C., dopo una ricostruzione degli stessi vittorini su un fabbricato paleocristiano, alla chiesetta arriva il cocchio del santo martire, patrono di Cagliari, al termine della lunga processione che caratterizza la Sagra di Sant’Efisio, il 1° maggio.

Villa San Pietro prese il nome dalla chiesa dedicata a San Pietro, dove la popolazione di Pula si rifugiava a partire dal XIII secolo (cioè quando fu completata la sua costruzione) in occasione degli attacchi dei barbareschi. In precedenza il paese si chiamava San Pietro di Pula, non a caso. La chiesa di San Pietro, restaurata di recente, è un ottimo esempio di stile romanico.

Abbarbicata sui monti di Capoterra, vicino al complesso residenziale di Poggio dei Pini, c’è la chiesetta di Santa Barbara (1280). Narra la leggenda che nel preciso istante in cui la martire cagliaritana veniva decapitata, cento metri più a monte iniziò improvvisamente a sgorgare dalla roccia acqua di fonte. Da allora la sorgente, denominata “Sa Scabitzada”, continua ad alimentare un piccolo ruscello. Attorno alla chiesetta ci sono alcune case risalenti all’Ottocento, soltanto in parte restaurate, che formano un villaggio semi-abbandonato.

A Nuxis è presente una delle testimonianze più importanti del periodo paleocristiano: la chiesetta campestre di Sant’Elia. In località Tattinu, vicino alla strada che collega a Santadi, la parte più antica di questo edificio risale al IX secolo d.C. e mostra chiari i segni dello stile bizantino. Alcune parti furono in seguito restaurate secondo i dettami dello stile romanico.

Nelle campagne di Perdaxius è possibile visitare la chiesetta campestre dedicata a San Leonardo, costruita nel Seicento. Si racconta che, due secoli fa, il proprietario del terreno la scoprì per caso, mentre era intento a ripulire da rovi e sterpaglie quella porzione di bosco. Al suo interno sono custoditi alcune opere di epoca spagnola e il simulacro ligneo del Santo. La chiesetta richiama molti fedeli soprattutto il giorno della Pentecoste.


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