Molte chiese a Castelsardo ma la perla è a Tergu

Molte chiese a Castelsardo  ma la perla è a Tergu

A Castelsardo (Anglona), non lontano dal Campanile, c’è la cattedrale dedicata a Sant’Antonio abate. Costruita tra il XVI e il XVII secolo, sulle rovine di una chiesa romanica costruita secoli prima dai monaci Benedettini, conserva numerose opere lignee di pregevole fattura e il quotato quadro “Madonna col Bambino” dipinto dall’anonimo pittore conosciuto con il nome di Maestro di Castelsardo (visse a cavallo tra il XV e il XVI secolo). Al suo interno prevale lo stile barocco, che raggiunge il suo culmine nella cappella dedicata a San Filippo Neri. A fianco alla cattedrale c’è la chiesa del Purgatorio, restaurata di recente.

Sempre a Castelsardo, la chiesa di Santa Maria delle Grazie fu edificata nel XII secolo dai frati Benedettini e, alla fine del XIII secolo, affidata ai frati Minori. In questa chiesa romanica è custodita una bella opera lignea del Trecento detta La Pietà, raffigurante un busto di Gesù con una mantella da sovrano e la testa cinta da una corona di spine: la statua viene portata in processione per le vie di Castelsardo in occasione della Settimana Santa. Interessante anche il cosiddetto Cristo Nero, simulacro del Cristo in croce così chiamato per la colorazione scura del legno. Nell’annessa sede della Confraternita della Santa Croce sono custoditi gli strumenti che hanno caratterizzato la Passione di Gesù Cristo, i quali vengono mostrati ai fedeli in occasione della Settimana Santa). Nella chiesa di Santa Maria delle Grazie, i magistrati dell’allora Castelgenovese ogni anno prestavano un giuramento di fedeltà agli Statuti emanati da Galeotto Doria nel 1335.

San Pietro del Crocefisso domina una collina all’ingresso di Bulzi. Costruita agli inizi del XII secolo, è stata ampliata nella prima metà del XIII secolo. Deve il suo originale nome in parte a un gruppo ligneo che rappresenta la “deposizione dalla croce” (oggi è custodito nella parrocchiale dello stesso paese), in parte alla precedente chiesa di San Pietro di Simbranis, andata distrutta nel Settecento: una parte dei suoi blocchi di trachite fu utilizzata per l’ampliamento della parrocchiale di San Sebastiano. Le listature bicrome della facciata spiccano in maniera chiara rispetto al resto dell’edificio.

La chiesetta campestre dello Spirito Santo, a Nulvi, è stata restaurata di recente. L’edificio, costruito su una piccola altura, risale al XVII secolo e, da secoli, ogni 8 giugno era meta di pellegrini: una tradizione che è stata ripresa nel 2005, dopo la riapertura al culto seguita a decenni di abbandono.

La basilica di Santa Maria, a Tergu, è considerata uno dei tesori medievali presenti in Sardegna. Una prima parte fu edificata nel XII secolo, tuttavia alcune porzioni sono successive. Il tetto in legno, che sta per essere restaurato, fu rifatto alcuni secoli fa attenendosi alla struttura romanica originale. Attorno alla chiesa di Santa Maria sono visibili i resti di un antico monastero.

A pochissimi chilometri da Pèrfugas c’è la possibilità di visitare la chiesa di San Giorgio, costruita tra il XV e il XVI secolo in stile gotico-aragonese, con blocchi di trachite rossa. Al suo interno si trova un polittico del XIV secolo.