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Tombe e capanne nuragiche  sotto la chiesa  di San Nicola, a Orroli
 

Tombe e capanne nuragiche sotto la chiesa di San Nicola, a Orroli

A Orroli la chiesa di San Nicola conserva sotto le fondamenta moderne una quindicina di tombe a camera, perlopiù in corrispondenza della navata centrale. Gli scavi archeologici hanno portato alla luce capanne dell’età nuragica e una cappella dedicata al culto pagano in epoca romana. Fu la parrocchia del paese sino al XVI secolo, quando gli spagnoli importarono il culto per San Vincenzo martire e fecero costruire la nuova chiesa a lui dedicata.

Gergei è méta di visitatori anche per la bellezza della chiesa parrocchiale gotico-catalana di San Vito (costruita nel 1328 ma ampliata nel corso del XVI secolo), all’interno della quale sono custodite opere d’arte di pregio, tra le quali alcuni gruppi lignei e un retablo.

È stata restaurata pochi anni fa la chiesa dedicata a Sant’Antonio da Padova, costruita nel Cinquecento nelle campagne di Isili, in località Fadali. Una grande processione di fedeli parte dal paese in occasione della festa del Santo, e si ferma alla chiesa campestre dove ha luogo un pranzo comunitario. La chiesa di San Giuseppe Calasanzio, invece, testimonia a Isili il passaggio dei Padri Scolopi, che in questo paese fondarono un collegio. Molto particolare la facciata, in una nicchia della quale spicca il simulacro del santo. Questa chiesa fu costruita in più riprese: i lavori, iniziati nel 1661, furono completati nel 1747.

Il campanile cinquecentesco della chiesa di San Michele, a Nurri, spicca decisamente con la sua imponenza rispetto al resto dell’edificio e all’ampio sagrato, arrivando a diventare il vero punto di riferimento per tutta la popolazione. Interessante il portale gotico-catalano del campanile.

A Escalaplano spicca la chiesa parrocchiale di San Sebastiano, costruita nel Cinquecento. Di particolare interesse la rara (per la Sardegna) contaminazione rinascimentale in alcune sue parti.

È incerta la data in cui furono ultimati i lavori di costruzione della chiesa di Santa Cecilia, a Escolca. Su una pietra incassata in una parete è inciso l’anno 1583 ma, secondo alcuni storici, sarebbe soltanto la data del primo restauro. La presenza di pietre sepolcrali, chiamate losas, ci fa capire che in passato i defunti del paese venivano seppelliti anche nell’area circostante la parrocchia di Santa Cecilia.

Se vi recate a Serri, visitate la chiesetta campestre di Santa Maria della Vittoria, costruita di fronte all’omonimo santuario nuragico (vedi Templi).


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