
Oristano, la cattedrale di Santa Maria danneggiata dai Pisani e ricostruita
La cattedrale romanica di Santa Maria, a Oristano, fu costruita nella prima metà del XII secolo. Ma un saccheggio compiuto dai Pisani fece danni gravissimi all’edificio, che ha subìto numerosi interventi radicali nel corso dei secoli. La cattedrale, accanto alla quale si erge il grande campanile quattrocentesco a pianta ottagonale, fu ricostruita sicuramente nel 1228 (di quell’anno sono i due picchiotti di bronzo realizzati dal Piacentino) ma, a partire dal 1325, quando il Giudicato di Arborea era retto da Ugone II, furono avviati nuovi lavori di rifacimento. Successivamente le opere di consolidamento proseguirono con il figlio, Mariano IV. A quest’ultimo IV si deve anche la costruzione delle chiese di San Martino e San Lazzaro, e di altri importanti luoghi di culto al di fuori di Oristano. Nel capoluogo suggeriamo di visitare anche la chiesa di San Francesco d’Assisi, costruita a metà del XIII secolo, nella quale è custodito il crocefisso di Nicodemo, opera lignea policroma del XV secolo. Infine, le chiese di Santa Chiara (finita dopo il 1343) e di San Domenico. In periferia, nell’omonima frazione, spicca la chiesa della Madonna del Rimedio, con un impianto a croce latina.
A Santa Giusta è presente una delle più belle chiese romaniche della Sardegna, la cattedrale costruita agli inizi del XII secolo (con chiara ispirazione alla scuola di Pisa) su impulso del Giudicato di Arborea e dedicata alla Santa che dà il nome al paese. Sin da quegli anni fu sede della diocesi e, nel 1227, ospitò il Sinodo convocato dal Papa Onorio III. Il ritrovamento di una cripta (la cui volta è sorretta da piccole colonne) fa pensare ad un luogo deputato al martirio dei cristiani, prima della costruzione della bella cattedrale: forse per questo motivo qualcuno la vorrebbe dedicata alla memoria delle vergini martiri Justa, Justina ed Enedina. Grande curiosità ha suscitato negli studiosi di architettura un particolare dei leoni e delle leonesse scolpiti nelle facciate: questi felini hanno il taglio degli occhi allungato, secondo la tradizione araba (a Granada, in Spagna, ci sono tangibili esempi dello stesso stile). Come accadde per le prime costruzioni di Aristanis (Oristano), anche questa chiesa è stata costruita sfruttando il materiale prelevato dai siti di Tharros e, probabilmente, da Neapolis (vedi Sulcis - Città scomparse).
Milis conserva un piccolo ma significativo esempio di chiesa romanica, quella dedicata a San Paolo. Costruita in buona parte verso la metà del XII secolo, sul modello della cattedrale di Santa Giusta, presenta un’interessante facciata a due colori (trachite e arenaria). Fu completata all’inizio del XIII secolo.
A Massama, piccolo paese non lontano da Oristano, c’è la chiesa di Santa Maria Assunta, costruita nel XVII secolo e meritevole di una visita. Tra le sue peculiarità, i blocchi di trachite rossa usati per costruire il suo portale, nel XVIII secolo. Dello stesso periodo anche l’interessante fonte battesimale. L’impianto presenta diversi stili architettonici. Accanto alla chiesa è possibile visitare l’Oratorio delle Anime, di chiara ispirazione bizantina, che risale al periodo tra l’VIII e il IX secolo.





