
A Sanluri l'unico castello intatto presente in Sardegna
Sanluri è uno dei centri più importanti della nuova provincia del Medio Campidano (di cui potrebbe diventare capoluogo), che nel 2005 ha ottenuto l’autonomia politico-amministrativa dall’Ente che ha sede a Cagliari. Deve la sua notorietà soprattutto al castello medievale, costruito dai Pisani e ristrutturato nella forma attuale da Pietro IV d’Aragona nel 1355: il re spagnolo riteneva Sanluri “Puerta principal del Regnum Sardinuae et Corsicae”.
Alcune strutture del castello e parti di mura furono completate in meno di un mese: uomini e donne lavorarono senza sosta, giorno e notte, mentre 300 soldati a cavallo assicuravano la ronda. In pratica divenne l’avamposto per difendere il Capo de Càller (Cagliari e il territorio circostante) dagli attacchi mossi dal Giudicato di Arborea, in quel periodo retto da Mariano IV, il quale occupò il castello già nel 1365 (vedi La Battaglia di Sanluri).
Soltanto in un secondo momento si decise di allargare le mura e inglobare il villaggio allora esistente e, nel 1436, divenne la sede feudale del Visconte di Sanluri. Con la soppressione dei feudi, voluta dal re Carlo Alberto di Savoia (1839), il castello conobbe un periodo di totale abbandono, ma nel 1927 il conte Nino Villa Santa diede un importante impulso alla rinascita della fortezza: lo trasformò nel Museo Risorgimentale “Duca d’Aosta”, che attira migliaia di visitatori ogni anno.
Alla morte del padre (1960), i figli Emanuele Filiberto e Alberto Villa Santa hanno continuato l’opera di rilancio, inserendo il Museo delle Ceroplastiche e altre raccolte di grande interesse storico e culturale. Quello di Sanluri è l’unico castello intatto esistente in Sardegna: ai tempi dei Giudicati se ne contavano 88, sparsi in tutta l’Isola.








