
Murales colorati per parlare di libertà e pace
Disegni a tema (in genere a sfondo politico e sociale, ma anche sulla natura e di fantasia, oppure scene di vita agreste e paesana) nei muri esterni delle case, soprattutto in quelle che fiancheggiano le strade principali: i murales sono un’attrattiva dei paesi di Aritzo, Fonni, Mamoiada, Orgosolo, San Sperate, Serramanna, Serrenti e Villamar. Parlano di giustizia e libertà, richiamano figure e attività tradizionali (in particolare nei centri delle Barbagie).
Il primo murale è datato 1969: a Orgosolo, un gruppo di anarchici di Milano diede sfogo alla contestazione giovanili di quel periodo. Da allora, numerosi murales colorano gli edifici di alcuni paesi sardi.
I murales non conferiscono soltanto una nota di colore alle abitazioni, talvolta un po’ tristi (ma belle, perché antiche) di queste località: esprimono profondi significati, quasi fossero poesie figurative. In molti casi sono una voce di protesta contro le soppraffazioni dei potenti di turno. Non di rado se ne vedono di molto belli anche ai bordi delle strade di montagna, sulle rocce di granito o basalto in mezzo alla vegetazione.
I murales non vanno confusi con la più moderna attività dei "writers", adolescenti e giovani che esprimono la loro arte perlopiù nei grandi centri abitati (come accade un po' in tutto il mondo), talvolta entrando in conflitto con le istituzioni e con i proprietari degli edifici imbrattati con i colori spray.





