
Le campagne di Esterzili tra le più ricche di reperti nuragici
Le campagne di Esterzili sono tra le più ricche di nuraghi censiti. Nel 1866 un agricoltore trovò una tavola in bronzo, risalente al 69 d.C. e relativa agli ordini impartiti dal proconsole romano Elvio Agrippa alle sue truppe per lo sgombero di alcuni villaggi presenti nel territorio. I Galillensi (gli abitanti della Galilla, l’attuale Gerrei) avevano ripetutamente sconfinato nelle terre occupate da oltre due secoli dai Patulcensi Campani, agricoltori di vocazione e poco portati all’uso delle armi. L’imperatore romano Otone, rifacendosi a un decreto del proconsole della Sardegna, Elvio Agrippa, diede l’ordine di sgombero delle fertili terre del basso Flumendosa. Tutta la zona è comunque ricca di reperti risalenti alle dominazioni punica e romana.
Nei boschi di Meana Sardo, in prossimità del centro abitato, c’è il nuraghe Nolza. I lavori di scavo degli archeologi, ancora in corso, hanno riportato alla luce due delle quattro torri laterali. La parte terminale della torre centrale è crollata.
Il nuraghe Ura ‘e Sole (territorio di Desulo) si trova a 1.131 metri d’altezza sul livello del mare: probabilmente in Sardegna non ne sono mai stati costruiti a quote più elevate.





