A Isili la torre bianca di Is Paras costruita in calcare

A Isili la torre bianca  di Is Paras  costruita in calcare

Nelle campagne dell’immediata periferia di Isili c’è il nuraghe Is Paras, uno dei meglio conservati della Sardegna dopo i lavori ultimati nel 1998. Ha la caratteristica di essere stato costruito con rocce calcaree bianche e qualche blocco di calcare bruno e di basalto nero. Vi furono trovati numerosi oggetti o frammenti di utensili, alcuni risalenti all’XI secolo a.C. Il nuraghe Is Paras (“i frati”) deve il suo nome alla presenza dei Padri Scolopi nella seconda metà dell’Ottocento: gli amministratori comunali del tempo si opposero alla demolizione del nuraghe avviata dagli Scolopi, che intendevano sfruttare il materiale per costruire un muro di cinta. Per i pastori, infatti, il nuraghe era di grande utilità: dalla sua sommità si potevano controllare anche a distanza le pecore al pascolo. Is Paras fu costruito in tre fasi, a partire dal XV secolo a.C.: con le successive aggiunte, ha acquisito una pianta trilobata. Gli scavi, ancora da concludere, stanno portando alla luce anche i resti delle capanne del villaggio nuragico.

Vicino a Genoni c’è il nuraghe Santu Pedru, dove fu trovato il bronzetto denominato “Suonatore di corno”, reso famoso dai tanti documenti che gli studiosi gli hanno dedicato. Attorno al nuraghe, durante la dominazione punica, si era sviluppato un villaggio.

Nuragus conserva nel suo toponimo tutto il significato della presenza nuragica in questo territorio. Di rilievo i nuraghi di Santu Millanu (con il pozzo sacro di Coni) e di Valenza.

Nel vasto territorio di Laconi (130 chilometri quadrati di estensione) c’è il nuraghe di Genna ‘e Corte, una struttura complessa formata da una torre principale e altre cinque collegate da un muro di cinta.

Se passate per Villanovatulo andate a visitare il nuraghe Adoni, edificio che in origine aveva sei torri (aggiunte in epoche successive alla torre originale): attorno ad esso si sviluppò un villaggio. È posto sulla sommità di una collina che, dall’alto dei suoi 810 metri sul livello del mare, domina il territorio e guarda sino al Campidano.

Il territorio di Nurallao è particolarmente ricco di testimonianze dell’età nuragica, ma molti nuraghi sono ancora da recuperare del tutto.