Vicino a Senorbì fu ritrovata la famosa Dea Madre
A Senorbì, in località Turriga, ci sono i resti di un villaggio nuragico in cui fu ritrovata la celebre scultura intitolata Dea Madre, che è possibile ammirare al Museo Archeologico Nazionale di Cagliari.
Nel territorio di Suelli, a pochi chilometri dal paese, troviamo il nuraghe Piscu.
Nel centro abitato di Siurgus Donigala ci sono i resti di un nuraghe monotorre, diventato una sorta di monumento identificativo del paese.
Il nuraghe di San Sebastiano si trova nel centro del paese di Gesico, ed è oggetto di recupero grazie ai finanziamenti attinti dalla Regione Autonoma della Sardegna. Si tratta di una grande struttura complessa, che si è sviluppata attorno alla torre originale e sopra la quale fu costruita una chiesa, di cui oggi sono visibili soltanto i ruderi.
Visitate i ruderi del complesso denominato Sa Domu ‘e S'Orcu, in località Su Mausoleu, a Barrali: ci fanno capire che i primi insediamenti umani nella zona risalgono perlomeno al periodo nuragico.
A San Basilio, in località Pranu Cannedu, ci sono i resti di un villaggio nuragico nelle cui vicinanze è possibile ammirare un pozzo sacro. Nel territorio esistono altri due pozzi sacri dello stesso periodo, in località Bau Crabas. Tra i tanti nuraghi monotorre presenti nella zona, appare in migliori condizioni quello denominato Sa Omu ‘e s’Orcu.
Nel complesso archeologico di Su Angiu, in territorio di Mandas, è possibile visitare un nuraghe a cinque torri. Inoltre sono visibili i resti di un villaggio fondato dai Fenici e poi colonizzato dai Romani.
Sulla collina che domina Selegas è possibile visitare il nuraghe Nuritzi.







