
Tharros, il porto in cui sbarcarono i primi popoli dall'Oriente
Tharros era uno dei principali porti della Sardegna ai tempi dei Fenici. Posto tra Capo San Marco e l’altura di Su Murru Mannu, intorno all’XI secolo a.C. fu uno dei primi punti di contatto con i navigatori che giungevano dall’Oriente (ben prima dei Fenici, che sbarcarono nell’VIII secolo a.C.), come attestano alcuni reperti trovati proprio a Tharros.
Anche i commercianti di Cartagine trovarono in Sardegna uno sbocco importante per gli scambi di manufatti di valore. Non solo: fecero conoscere alle popolazioni locali persino nuove coltivazioni (secondo alcuni studiosi anche la vite da cui si produce il vino Vernaccia).
Soltanto in seguito alla pressione degli Assiri, nell’VIII secolo a.C., i Fenici decisero di inviare i loro coloni nei territori ritenuti più appetibili sotto il profilo commerciale ed estrattivo (le miniere di metalli erano molto ambite). Così nacque Tharros, che in breve tempo divenne una città ricca e fiorente, anche se gli studiosi ritengono che – contrariamente a quanto si credeva – non fosse più importante della vicina Othoca.
Laddove sorgeva il villaggio nuragico di Su Murru Mannu, venne impiantato il tophet, il luogo sacro in cui venivano deposte le urne cinerarie. Il centro abitato si sviluppò ben oltre i limiti sinora scoperti, al punto che Tharros divenne una delle città più importanti del Mediterraneo, dopo la conquista cartaginese avvenuta nella seconda metà del VI secolo a.C. Purtroppo buona parte del materiale è stato utilizzato per costruire chiese e abitazioni di Oristano e altri centri della provincia, nei secoli successivi.
I Romani presero possesso della città e del territorio nel 238 a.C., dopo la rivolta dei mercenari: del periodo romano sono numerose le testimonianze in questo sito archeologico, dalle terme all’acquedotto, dalle strade alle case, sino ai templi e alle necropoli. In età alto-medievale, gli abitanti abbandonarono progressivamente Tharros, ormai facile preda degli assalti dei barbareschi.








