
Le case delle fate continuano a restare avvolte nel mistero
Le domus de janas (letteralmente “case delle fate”) attirano molti visitatori da tutto il mondo. Si tratta di tombe ipogeiche collettive, scavate nella roccia dai popoli che abitarono la Sardegna a partire dal VII millennio a.C., in epoca prenuragica. Le tombe spesso presentano un'anticamera e una camera sulla quale si affacciano altre piccole celle, dove venivano deposti i defunti.
Alcune domus de janas hanno conservato, parzialmente intatti, gli affreschi sulle pareti o i rilievi e le incisioni raffiguranti i simboli delle divinità o motivi a spirale: questi ultimi sono comuni ad altre culture, per esempio a quella delle popolazioni celtiche.
La famosa roccia dell’Elefante, nel territorio di Castelsardo (Anglona), mostra anche una domus de janas ricavata all’interno del blocco di trachite: è uno dei siti naturali sfruttati dalle popolazioni presenti nella zona tra il 1400 e il 600 a.C.
Nella stessa regione, l’agglomerato di domus de janas di Su Murrone, a Chiaramonti, è uno dei siti archeologici più interessanti.
La domus de janas Sa Rocca (Sedini) fu scavata in una roccia calcarea, ma in epoche successive fu sfruttata ad uso abitativo da pastori della zona.







