
Le terme di Sardara, dai Romani ad oggi le acque ipertermali
Sardara (Campidano) è nota per le terme di Santa Maria Acquas, situate nel bosco all’ingresso del paese. Le acque ipertermali (qualcuno le paragona per qualità a quelle di Vichy) hanno poteri curativi notevoli e sono state sfruttate sin dall’antichità (sono ben visibili i resti delle terme costruite dai Romani, ma all’interno della struttura si erge persino un nuraghe monotorre), non a caso richiamano migliaia di persone ogni anno.
A Sardara sono aperti tutto l’anno due stabilimenti termali, dove è possibile sottoporsi a trattamenti con fanghi, inalazioni e cure di bellezza. Interessante anche la Funtana de is Dolus, di cui si parla in alcuni testi del II secolo d.C.: merita una visita.
Sempre nel Campidano, ma nel territorio di Assemini, in località Gutturu Mannu c’è la sorgente Mitza Fanébas: il nome, che significa “sorgente propizia”, nasconde una millenaria tradizione di riti sacri che indusse i popoli nuragici a costruire un grande villaggio lì vicino. A pochi metri dalla sorgente sono ancora visibili i resti di un nuraghe.
Nel territorio di Villaspeciosa, in località Cuccureddu, merita una visita il sito archeologico di San Cromazio, con i resti delle terme di epoca romana (costruite intorno al III secolo d.C.) su cui, almeno un secolo più tardi, fu costruito un edificio di culto cristiano: simboli religiosi sono raffigurati in un bel mosaico policromo.








