
Montevecchio fu la prima ad aprire in Sardegna
Quello di Montevecchio (Guspini-Arbus) è uno dei siti più importanti e ricchi di spunti tra quelli esistenti in Italia, e non solo perché fu la prima miniera in Sardegna ad ottenere la concessione per l’attività estrattiva in età moderna (1848). Ma già i popoli nuragici scoprirono la ricchezza delle vene di cassiterite, usata per produrre lo stagno, componente fondamentale per la fusione del bronzo, utilizzato in grandi quantità per la produzione di bronzetti.
Montevecchio è stata sfruttata soprattutto per l’estrazione di piombo, zinco e argento. Di grande interesse i pozzi Sant’Antonio (il cuore della vecchia miniera), Sartori, Amsicora e Sanna, la borgata di Gennas con gli uffici della direzione (molto elegante il cortile interno), il Villaggio Rolandi (i registri documentano che, già nel 1865, a Montevecchio lavoravano oltre mille operai), la foresteria, la laverìa di Levante intitolata al Principe Tomaso, le officine meccaniche dei cantieri di Levante e di Ponente.





