
A Su Suergiu (Villasalto) il più importante filone di antimonio
Nel Gerrei l’attività estrattiva ha dapprima riguardato alcune vene d’argento, ma poi si è concentrata prevalentemente nell’unico sito di grande rilevanza, quello di Su Suergiu (Villasalto). Punici, Romani e Pisani impiegarono uomini e mezzi per trovare giacimenti di maggior pregio, ma dovettero puntare ad altre regioni.
A Su Suergiu c'è il più importante giacimento di antimonio in Sardegna. Deve il nome alle piante da sughero (nel dialetto locale viene appunto chiamato "suergiu"), che abbondano nel territorio. Durante la prima guerra mondiale, questa miniera soddisfò oltre l’80 per cento del fabbisogno dell’industria bellica italiana. Negli anni Trenta diede lavoro ad un migliaio di minatori.
Da visitare la fonderia (nel dopoguerra lavorò anche l’antimonio estratto dalla miniera di Corti Rosas, nella valle del rio Accu Rosas, vicino a Ballao), la palazzina ottocentesca della direzione, gli edifici adibiti ad alloggi. Il territorio di Villasalto fu abitato da popolazioni nuragiche, come testimoniano numerosi reperti. In questo altopiano che fa da cerniera tra il Gerrei e il Sarrabus, posero uno o più insediamenti anche i Romani, attirati da alcuni siti minerari ricchi di argento ma minacciati dai Galillensi, la popolazione originaria di questa regione, per niente propensa a cedere i suoi pascoli all’invasore.





