Masua e Porto Flavia, un incanto di fronte a Pan di Zucchero

Masua e Porto Flavia, un incanto di fronte a Pan di Zucchero

Come in gran parte delle miniere del Sulcis-Iglesiente, furono i Pisani a dare un impulso all’attività estrattiva di Masua (Iglesias). Nell’Ottocento ci fu la seconda fase, agevolata dall’avvento di macchinari industriali che facilitarono il compito di ricerca e lavorazione dei materiali. Sin da allora, tuttavia, ci si accorse del pericolo causato dall’instabilità del sottosuolo dovuta ai vuoti di coltivazione che, ancora oggi, fanno registrare imponenti frane all’interno della montagna, talvolta con conseguenti esondazioni nelle gallerie attigue e cedimenti delle strade di superficie.

Negli anni Venti, una società belga rilevò la miniera e costruì una delle opere più belle del patrimonio minerario sardo: lo sbocco di Porto Flavia, che dal promontorio di Masua si affaccia a strapiombo sull’isolotto di Pan di Zucchero, a 15-20 metri dalla superficie del mare. Consentiva di imbarcare i minerali estratti (piombo e zinco) direttamente sulle stive delle navi dirette a Carloforte (Isola di San Pietro).