
Un'isola gruviera con tante cavità spesso inaccessibili
La Sardegna "che non si vede" è come una grande gruviera, ricca di cavità che si sono create nel corso di milioni di anni, in seguito a fenomeni sismici, erosione dell'acqua o cedimenti dovuti all'assestamento. Sono numerose, pertanto, le grotte da visitare, ma spesso accessibili soltanto a speleologi provetti.
Arborea
La valle dell’Araxisi, dominata da formazioni di tufo, è soggetta al fenomeno dell’erosione e presenta numerose grotte. Ma è anche una delle zone più belle e selvagge dell’Arborea e merita una visita, che consente di ammirare la flora endemica.
Baronìe
Se vi trovate nel territorio di Siniscola, visitate le grotte di Sa Prejone ‘e S’Orcu e di Elene Portiche.
Gerrei
Per gli amanti delle grotte, nel territorio di Armungia è possibile visitare quelle di Gospuru e Pittìolu, dove furono rinvenuti fossili di 400 milioni di anni fa.
Penisola del Sinis
L’erosione ha scavato nelle rocce tra Punta Maimoni e Porto S’Uedda numerose grotte e anfratti di piccole dimensioni, in particolar modo in località Is Aruttas.
Sarcidano
Nel territorio di Villanovatulo è possibile visitare la grotta di Frommosa, nella quale furono trovati oggetti risalenti all’età del Bronzo antico.
Sarrabus
A Sinnai, in località San Pietro, è possibile visitare una grotta naturale utilizzata nell’età del Bronzo per le sepolture.
Se vi trovate a Goni, vale la pena di recarsi anche alla grotta di Bau Crabas, dove sono stati rinvenuti numerosi fossili.
Nel territorio di Villaputzu meritano una visita le grotte di Buddidroxia.





