
Tanto verde anche nel Sulcis-Iglesiente nonostante gli incendi
Nel Sulcis-Iglesiente non mancano boschi e foreste, nonostante gli ultimi decenni siano stati caratterizzati dal triste fenomeno degli incendi estivi, in gran parte dolosi o causati dalla superficialità dell’uomo. Si difende bene soltanto la suggestiva zona a ridosso di Capoterra, Sarroch e Villa San Pietro, i cui monti hanno registrato nei secoli scorsi una intensa attività di boscaioli per la fornitura di legname non soltanto nei centri abitati del circondario (veniva sfruttato soprattutto per la costruzione di imbarcazioni) ma anche per l’esportazione. Di grande interesse la foresta del Monte Arcosu. Non perdetevi un’escursione a Monte Arcosu (Uta), dove c’è l’Oasi WWF: proprio all’impegno dell’associazione ambientalista si deve la conservazione di un patrimonio naturalistico tra i più affascinanti della provincia, dove ci sono foreste di lecci e querce da sughero.
Attorno a Santadi, suggeriamo di visitare le foreste di San Pantaleo e del Monte Is Caravius-Arcu S’Olioni dove abitano esemplari di cervo sardo, protetti nella riserva de Is Cannoneris.
Villacidro è dominato dai monti circostanti, in particolare dalla vetta del Monte Linas (1.236 metri). Di grande interesse le foreste di Montimannu e le cascate del Rio Linas, del Rio Muru e Sa Spendula.
All’uscita di Domusnovas vale la pena di visitare la vicina foresta de Is Cannoneris. In prossimità della grotta di San Giovanni, invece, suggeriamo una passeggiata tra querce e lecci della valle di Oridda.
A ridosso delle dune di Porto Pino c’è la pineta naturale di pini d’Aleppo da cui deriva il toponimo della splendida località balneare.








