
La Nurra conosciuta soprattutto per un mare tra i più suggestivi
La Nurra è la regione compresa tra il Marghine-Planargia a sud, il Logudoro-Meilogu a sud-est, il Sassarese a nord-est, la Riviera del Corallo a ovest e, a nord, il Golfo dell’Asinara. Il suo territorio, come buona parte di quelli confinanti, è caratterizzato da rocce di origine vulcanica. Nel Triassico, la Nurra era un isolotto abbastanza distante: quando le acque che hanno invaso la terraferma della Sardegna si sono ritirate, i sedimenti l’hanno unita alla restante parte dell’Isola.
Non mancano i rilievi (in genere tra i 600 e i 700 metri d’altezza), anche nel tratto di costa che da Alghero conduce verso Bosa, ma predominano colline e pianure, soprattutto di origine alluvionale. I principali corsi d’acqua sono i fiumi Mannu e Temo, che si alimentano degli approvvigionamenti di alcuni affluenti, ma rivestono una certa importanza anche il fiume Santo e il rio Filibertu. A quest’ultimo è collegato il rio Cuga, le cui acque sono state bloccate dall’omonima diga.
La località più nota è certamente Alghero, cittadina a forte vocazione turistica con una caratteristica su tutte: la lingua parlata è il catalano, importato nel periodo della dominazione aragonese. I coloni che si trasferirono ad Alghero, giungendo principalmente da numerosi paesi della Catalogna, imposero cultura e tradizioni che si riscontrano facilmente anche nello stile architettonico di buona parte del centro storico. Ancor prima, però, l’approdo di Porto Conte aveva attratto i Romani, della cui presenza sono testimoni un ponte in pietra vicino a Fertilia e altre opere di rilievo sparse nel territorio.
La Riviera del Corallo (prende il nome dalle enormi colonie di corallo rosso che, sino agli anni Settanta, costituivano la principale risorsa artigianale di Alghero: fu proprio il re Pietro d’Aragona a incentivare questa attività, proteggendola dalle incursioni di pescatori che giungevano da Genova e altre località del Mediterraneo), oggi inserita nel Parco marino, è caratterizzata da numerose grotte tra cui quella di Nettuno, una delle più belle d’Europa.
Di fronte alla penisola di Stintino troviamo l’Isola dell’Asinara, estremo settentrionale della Sardegna nella parte nord-occidentale: lo stretto che le separa è caratterizzato da acque cristalline e poco profonde. Povera di vegetazione, l’Isola dell’Asinara (l’isola minore della Sardegna più grande, dopo quella di Sant’Antioco) è sottoposta a una forte erosione. Le sue coste sono quasi interamente rocciose, le falesie di Punta Romasino raggiungono i 100 metri d’altezza. Ma non mancano alcune calette di sabbia. Di più modeste dimensioni la vicina Isola Piana.




