
Marghine e Planargia, dai monti al mare in pochi chilometri
Marghine e Planargia sono due regioni confinanti, che accorpiamo per praticità in quanto i loro territori presentano una bassa densità di popolazione. Pochi i centri abitati in un’area molto variegata sotto il profilo della conformazione ambientale: ci sono monti, colline, pianure, mare, zone aride e altre ricchissime di verde, spiagge e rocce che si fondono tra di loro e trasformano di continuo il paesaggio alla vista del visitatore.
Il Marghine prende il nome dalla piccola ma importante catena montuosa (Punta Palai tocca i 1.200 metri) che attraversa tutto il territorio confinante a sud con l’Arborea, a sud-ovest con il Montiferru, a est con il Nuorese, a nord-est con il Goceano, a nord con il Mejlogu e a nord-ovest con il Marghine-Planargia. Proprio la catena del Marghine, unendosi ai monti di Alà dei Sardi, costituisce il complesso montuoso più lungo (un centinaio di chilometri) della Sardegna. Questa regione, tuttavia, presenta anche numerosi altopiani basaltici e zone pianeggianti, che risaltano dai rilievi e dai profondi burroni che si insinuano nelle rocce. La zona di Campeda (un altopiano che tocca anche Planargia, Montiferru e Meilogu), durante l’inverno, è a rischio di circolazione a causa della neve. Questa regione è attraversata dal fiume Tirso e da una serie di torrenti che, soprattutto nel periodo invernale, assicurano robusti apporti d’acqua.
La Planargia, invece, confina a est con il Marghine, a nord-est con il Mejlogu, a nord con la Nurra (la zona di Monteleone), a ovest con il Mare di Sardegna e a sud con il Montiferru. Anche in questo territorio non mancano gli altopiani, mentre i rilievi sono mediamente più bassi perché vanno a spegnersi sul mare. Le vette più alte sono quelle di Monte Sant’Antonio (806 metri) e Monte Mannu (802 metri). Il fiume Temo (che ha la sua foce a Bosa) e il rio Mannu sono i principali corsi d’acqua. Uno sguardo alle coste: pochissime le spiagge (citiamo quella di Poglina) e per lo più caratterizzate da sabbia scura di origine vulcanica. Nel Golfo di Bosa il litorale presenta rocce piatte affioranti, soprattutto vicino alla torre Argentina.





