
Monti e vallate caratterizzano il Gerrei
La regione del Gerrei è compresa tra le Barbagie (nord), l’Ogliastra-Salto di Quirra (nord-est), il Sarcidano (nord-ovest), la Trexenta (ovest) e il Sarrabus (sud/sud-est). Pochi e isolati i rilievi: il Monte Serpeddì (1.069 metri) e il Monte Genis (970 metri) svettano sugli altri e su alcuni altopiani. Il Gerrei è attraversato dal Flumendosa che, con il rio Domu, ha scavato nelle rocce gole molto profonde. In questa regione scorrono anche altri torrenti minori, come il Flumineddu e il rio Tolu. Anticamente il Gerrei era chiamato Galilla, e Galillensi erano i pastori che lo abitavano e che difesero strenuamente il territorio dalle invasioni di diversi dominatori stranieri. Poi iniziarono a sconfinare, costringendo l’esercito romano a interventi militari per riportare l’ordine.
Il Gerrei è uno dei territori meno popolati della Sardegna, anche a causa delle sua morfologia. Caratterizzata dalla prevalenza di montagne e colline, questa zona offre una vasta superficie boschiva. A San Nicolò Gerrei l’ambiente è incantevole e induce a passeggiate tra vallate e boschi. Merita una visita il caratteristico Pranu Sanguni (significa “altopiano del sangue”), che prende il nome dalla vegetazione rossastra che cresce rigogliosa nel periodo primaverile. Per chi ama le escursioni tra le vette, suggeriamo di recarsi sul Monte Genis e sul Monte Arrubiu: conservano due foreste demaniali di grande impatto.
Armungia è un paese situato a sud della vallata del Flumendosa, che può essere ammirata dalla zona panoramica di Ilixi Durci. I boschi circostanti sono abitati dai cinghiali e da una fauna (lepri, quaglie, pernici) che richiamano molti cacciatori nei periodi in cui la Regione concede l’autorizzazione alla caccia. Per chi, invece, gli animali preferisce osservarli, nelle pendici attorno ad Armungia nidificano varie specie di rapaci ed è possibile osservare a debita distanza qualche esemplare di gatto selvatico.
Sant’Andrea Frius è un piccolo paese circondato da coltivazioni arboree e vigneti, che costituiscono la ricchezza primaria di questa località, ma anche da verdi vallate come quelle del rio Cirras e del rio Cardaxius. Sant’Andrea Frius ha conosciuto momenti di una certa rilevanza (soprattutto sotto le dominazioni di Punici e Romani) ma anche di decadimento, al punto che nel XVII secolo il paese fu abbandonato dalla popolazione in cerca di lavoro e di un minimo di sostentamento. Nel XVIII secolo ritrovò una nuova via di sviluppo nel settore agropastorale.
A Villasalto, sui monti Genis, Arrubiu, Lora e Pardu, è possibile effettuare panoramiche escursioni immersi nel verde.





