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Belvì, Seulo e Ollolai:  ecco perché non esiste  una sola Barbagia
 

Belvì, Seulo e Ollolai: ecco perché non esiste una sola Barbagia

Non sarebbe corretto parlare di Barbagia (al singolare), toponimo che indica quella parte centrale e centro-orientale della Sardegna che i Romani indicarono con il nome di Barbaria, cioè l’area montuosa abitata dalle popolazioni sarde più fiere e antiche. Bisognerebbe parlare di Barbagia di Belvì, Barbagia di Seulo e Barbagia di Ollolai, come correttamente riportato in molte carte geotopografiche della Sardegna. Per praticità, in considerazione delle numerose caratteristiche in comune (composizione del territorio, tradizioni, cultura), le accorpiamo in un’unica regione confinante a nord con il Nuorese, a est con l’Ogliastra, a ovest con Mandrolisai e Arborea, a sud con il Sarcidano.

La natura montuosa del suo territorio la rende da un lato non facilmente accessibile, e dall’altro intatta sotto il profilo culturale. Nelle Barbagie troviamo la catena del Gennargentu con le vette più alte della Sardegna, Punta La Marmora (1.834 metri) e Bruncu Spina (1.829 metri), oltre a numerosi monti che superano abbondantemente i mille metri: tra questi citiamo il Monte Spada, vicino a Fonni, dove ha sede l’unica stazione sciistica dell’Isola. Anche la “torre” naturale di Sa Perda Liana (1.293 metri) è visibile a grande distanza, in quanto figura piuttosto isolata rispetto alle vette circostanti. Molto noto e suggestivo è il cosiddetto Supramonte, una catena rocciosa calcarea che attraversa i territori di Oliena (Nuorese), Orgosolo e Urzulei (Ogliastra): tra le tante bellezze naturali mozzafiato, segnaliamo la valle del Lanaitto.

Le Barbagie costituiscono un territorio vasto e ricco di vegetazione, soprattutto nel periodo dall’autunno inoltrato alla primavera, quando il verde è predominante sugli altri colori della natura incontaminata: qui troviamo la maggior parte delle specie floreali e faunistiche presenti in Sardegna. Suggeriamo di visitare il monumento naturalistico del Texile (975 metri), formazione calcarea presente nel territorio di Aritzo: si tratta di uno dei “tacchi” più suggestivi della provincia di Nùoro, ha la forma di fungo capovolto e si erge solitario. E ancora: Sa Crabarissa, un monolito granitico presente nel territorio di Austis che richiama la forma di una donna in costume sardo.

Tra i numerosi corsi d’acqua che attraversano questo territorio (e che spesso formano gole tortuose che si insinuano tra le rocce: tra tutte citiamo quella di Su Gorroppu, una delle più battute dagli escursionisti in quanto si tratta di uno dei canyons più profondi d’Europa: circa 500 metri), i più importanti sono il Flumendosa (con una delle dighe più importanti dell’Isola), il Flumineddu e l’Araxisi. Una parte di Gorroppu ricade nel territorio di Urzulei, cioè nella regione dell’Ogliastra. Tra i laghi artificiali, utilizzati per l’approvvigionamento idrico dei centri abitati oltre che per l’agricoltura, spiccano quelli di Gusana, Govossai e Cucchinadorza: incastonati tra i boschi, sono in parte navigabili con piccole imbarcazioni.


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