
Sulla vetta del Monte Ferru, il pił grande vulcano mai esistito in Sardegna
Il più grande vulcano della Sardegna, il Monte Ferru, ha dato il nome alla regione del Montiferru confinante con l’Arborea a sud e sud-est, il Marghine-Planargia a nord/nord-ovest e il Mare di Sardegna a ovest. Le forme particolarmente aspre di questo territorio (anche in buona parte della costa) si spiegano soprattutto con l’antichissima, intensa attività eruttiva del vulcano, spento da milioni di anni. La cima più alta è quella del Monte Urtigu (1.050 metri), seguita dal Monte Pertusu (920 metri).
Compresso dagli altopiani di Abbasanta, Campeda e Planargia, il rilievo del Montiferru si inserisce tra le pianure delle province di Oristano e Sassari. Tra i corsi d’acqua che bagnano la regione, il più importante è il rio Mannu: da Santu Lussurgiu arriva allo stagno di Cabras, nella penisola del Sinis. Le falde sotterranee del Montiferru sono comunque molto ricche d’acqua, anche perché ricevono grandi approvvigionamenti dalle piogge tra l’autunno e l’inizio della primavera. Tra il Montiferru e il Barigadu c’è il lago Omodeo, il bacino artificiale più grande d’Italia.
Nel periodo invernale, questa regione è interessata da abbondanti nevicate che ammantano campagne e centri abitati al di sopra dei 600 metri, rendendo ancor più suggestivo un ambiente tra i più belli della Sardegna. Cuglieri, Ghilarza e Santu Lussurgiu sono i centri più importanti del Montiferru.




