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Barbagie


LE BARBAGIE:
Barbagie è un toponimo che indica quella parte centrale e centro-orientale della Sardegna che i Romani indicarono con il nome di Barbaria, cioè l’area montuosa abitata dalle popolazioni sarde più fiere e antiche. La natura montuosa del suo territorio la rende da un lato non facilmente accessibile, e dall’altro intatta sotto il profilo culturale. Nelle Barbagie troviamo la catena del Gennargentu con le vette più alte della Sardegna, Punta La Marmora (1.834 metri) e Bruncu Spina (1.829 metri), oltre a numerosi monti che superano abbondantemente i mille metri: tra questi citiamo il Monte Spada, vicino a Fonni, dove ha sede l’unica stazione sciistica dell’Isola. Anche la “torre” naturale di Sa Perda Liana (1.293 metri) è visibile a grande distanza, in quanto figura piuttosto isolata rispetto alle vette circostanti. Molto noto e suggestivo è il cosiddetto Supramonte, una catena rocciosa calcarea che attraversa i territori di Oliena (Nuorese), Orgosolo e Urzulei (Ogliastra): tra le tante bellezze naturali mozzafiato, segnaliamo la valle del Lanaitto. Le Barbagie costituiscono un territorio vasto e ricco di vegetazione, soprattutto nel periodo dall’autunno inoltrato alla primavera, quando il verde è predominante sugli altri colori della natura incontaminata: qui troviamo la maggior parte delle specie floreali e faunistiche presenti in Sardegna.

MONETA: Euro; vengono inoltre accettate le carte di credito più importanti (American Express, Visa, Mastercard, etc.).

LINGUA: La lingua locale è il barbaricino, anche se la lingua di gran lunga più parlata è l'italiano. Poco diffuso l'utilizzo di lingue straniere.

TEMPO: la temperatura è compresa tra i 0° e i 10° gradi nei mesi invernali, tra i 10° e i 20° nei mesi primaverili e tra i 25° e i 35° C d'estate. Generalmente ad inverni piovosi si alternano primavere ed estati siccitose

A TAVOLA:
Interiora allo spiedo: intestini, fegato e cuore di capretto o agnello, ben lavati e messi a bagno in acqua e aceto, poi annodati con rametti di ginepro e arrostiti alla brace.

Zurrette: piatto tipicamente pastorale, proposto anche da qualche agriturismo. Lo stomaco di agnello (lavato con cura in acqua e aceto, e poi rivoltato) viene riempito a metà del sangue dello stesso animale, di lardo a dadi, pezzi di pane, formaggio fresco a pezzetti, cipolla tritata, sale e pepe in polvere. Un piatto particolarmente gustoso, che può essere servito sia caldo che freddo.

Filindeu: sono i “capelli d’angelo” (pasta di fili finissimi intrecciati) cucinati nel brodo di carne di pecora e insaporiti con casu axedu, il formaggio fresco e acidulo particolarmente adatto per queste minestre, che si scioglie in gustosi filamenti. È un piatto che, secondo un’antica tradizione barbaricina, andrebbe proposto soprattutto in occasione delle feste. Alcuni ingentiliscono il sapore forte della pecora impiegando anche qualche pezzo di carne di manzo.

Porchetto arrosto: il maialetto allo spiedo è uno dei piatti caratteristici della Sardegna, ma non è semplice da preparare. La cottura, infatti, è lenta e richiede molta attenzione, se si vuole ottenere una carne saporita ma non asciutta e una cotenna croccante al punto giusto. Il maialetto va fatto girare a debita distanza dal fuoco e, durante la cottura, va unto con il grasso che cola dalle fette di lardo fuso. Su porceddu è presente sulle tavole di tutti gli agriturismi e nelle trattorie che conservano la tradizione gastronomica sarda.

COME SPOSTARSI:

Aereoporto di Olbia: Tel 0789.563444 / info@geasar.it
Porto di Olbia: Isola Bianca Tel. 078928888
Stazione di Olbia: Via Giacomo Pala - Tel 0789/22477
Stazione di Nuoro: via La Marmora 10 – tel. 0784/ 30115
Autobus Olbia: Corso Umberto Tel. 0789/21197
Autobus Nuoro: v.le Sardegna 45 – tel. 0784/ 32201 – 32204
Noleggio Auto: Aereoporto di Olbia

COSA FARE: Tutti gli avvenimenti della Sardegna, divisi per sezione: Concerti, Feste sacre, Sagre, Tradizioni
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